Gheddafi specula sulla pelle degli disperati

 

Fin dai tempi della seconda guerra mondiale fanno scalpore i  cosiddetti Kamikaze (in giapponese letteralmente  vento divino - comunemente gli attacchi suicidi eseguiti dai piloti giapponesi contro le navi americane). Oggi la parola ha preso sempre più una connotazione sinistra, esseri umani mandati al macello per colpire altri esseri umani per lo più ignari ed innocenti, in nome di un supposta supremazia e … in realtà tutte queste persone sono usate, è proprio il caso di dire, per soli fini politici o di potere all’interno di sette, frange anche piccolissime, soprattutto nel mondo islamico.

Alla notizia che la Libia avrebbe provocato ritorsioni se fosse stato nominato ministro della Repubblica Italiana il leghista Calderoli (definito come “l’assassino di Bengasi”), tutti avevano interpretato la presa di posizione come una semplice dimostrazione di forza (!) per battere ulteriormente cassa con i risarcimenti degli anni di occupazione italiana e fascista. Si pensava dovesse finire lì. 135 milioni di euro (mi sembra), un’autostrada dal confine tunisino a quello egiziano e tante scuse, sembravano sufficienti.

E invece ecco l’ennesima sparata. Sperando che rimanga tale. In questi giorni piuttosto caldi dal punto di vista del clima internazionale (petrolio in ascesa senza freni con possibili ripercussioni in campo internazionale, Hezbollah che minaccia una guerra civile in Libano, le tensioni per le olimpiadi cinesi) il Lìder Maximo libico, il colonnello dei colonnelli, minaccia l’Italia con il peggiore dei ricatti: non saranno più effettuati controlli (sic!) sul traffico di immigrati clandestini.

Dal sito della Reuters:

“La Libia ha sofferto molto nella lotta ai flussi di migranti illegali, usando tutte le sue risorse e spendendo grande quantità di denaro per proteggere le coste italiane”, si legge in una nota del ministero dell’Interno libico, faxata a Reuters.

“Tripoli non sarà più responsabile della protezione delle coste italiane dai clandestini…. perché l’Italia non è stata efficiente nel suo impegno a supportare la Libia”

(Immagine Reuters)

 

 

 

 

 

Infine sempre nella stessa nota del governo libico si rimanda ad altre azioni”dimostrative” come ad esempio la ‘nazionalizzazione delle attività dell’ENI in Libia’.

Intanto, il ministero dell’Interno libico dice di attendersi un incremento nel numero di clandestini dai paesi dell’Africa sub-sahariana che cercheranno di raggiungere l’Italia passando per le coste libiche quest’estate.

Guarda caso.

In questo continuo tira e molla, nelle sue richieste “a comando” il colonnello, questa volta ha alzato la posta. Lasciamo alla dietrologia e alla fantapolitica i casi Lockerbie e Ustica. Questa volta è come se il Colonnello dicesse a tutti i disperati che aspirano ad un passaggio verso le nostre coste (bada bene solo verso le nostre! non si parla di Spagna, Grecia o Turchia. Solo verso l’Italia): venite da me vi ci porto io. 

E magari se mi serve per dare maggior forza alle mie argomentazioni Vi faccio anche affondare. Ecco una nuova schiera di Kamikaze a chiamata.

 

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